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“La Bagnante” di Antonio Maraini

Classicità e modernità nella scultura Italiana.

L’elegante figura femminile in bronzo che qui presentiamo raffigura una Bagnante ed è un’importante opera dello scultore Antonio Maraini (Roma, 1886 – Firenze 1963), uno dei protagonisti della scena artistica italiana della prima metà del Novecento.

Maraini fu infatti oltre che scultore, critico d’arte, giornalista e grande animatore della vita culturale dell’Italia fra le due guerre, ricoprendo nel corso della sua carriera anche un ruolo di primo piano nell’ambito della Biennale Internazionale di Venezia, di cui fu segretario generale per ben quindici anni, dal 1927 al 1942.

In tale contesto si colloca la realizzazione di questa Bagnante, espressamente concepita per essere esposta alla XVI Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1928, come opera rappresentativa e principale dell’artista, nella Sala 33 del Padiglione Centrale della Mostra.

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XVI Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (1928). Padiglione Centrale, Sala Principale n. 33. Fototeca dell’ A.S.A.C. della Biennale (N.442)

Nella Biennale veneziana di quell’anno, la sala 33 era uno spazio ottagonale attentamente progettato da Gio Ponti, con tre grandi vetrate realizzate da Pietro Chiesa Junior – su disegno dello stesso Chiesa, di Tommaso Buzzi e di Achille Funi – alcuni vetri soffiati e il bronzo di Maraini. La luminosità e la spazialità della sala erano pensate per valorizzare la Bagnante che era collocata al centro dell’ottagono su di una colonna ottagonale, diventando il fulcro visivo della sala stessa.

Fra le rare opere in bronzo di Maraini di formato domestico, rispetto alla più note e celebrate sue realizzazioni di carattere pubblico e monumentale , questa magnifica scultura in bronzo è un pezzo unico, che si distingue sia per l’elevata qualità formale che per la raffinatezza della fusione, eseguita dalla Fonderia Artistica Marinelli, storica realtà fiorentina tra le più importanti nel panorama della fusione artistica italiana del primo ‘900, come si desume dall’iscrizione alla base della scultura.

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L’opera raffigura una figura femminile nuda, caratterizzata da un’elegante torsione del busto e da un andamento sinuoso del corpo. Il braccio sinistro è sollevato nascondendo il capo torto, mentre il destro scende morbidamente lungo il busto, coprendo la nudità. La ponderazione del corpo crea una posa morbida, dinamica ed equilibrata. Ai suoi piedi si sviluppa una composizione marina, articolata in tre figure di delfini che si intrecciano con le onde del mare, tra di loro e con la gamba della bagnante.

Dal punto di vista formale, la Bagnante offre una sintesi significativa della ricerca plastica di Maraini, frutto dell’incontro tra il recupero della tradizione classica e una sensibilità decisamente novecentesca. Se il corpo della figura richiama i canoni della statuaria antica e rinascimentale, esaltando l’equilibrio formale, la compostezza e l’eleganza del nudo femminile, il volto introduce invece una dimensione più intima e contemporanea.

Volendo trovare termini di paragone ancor più puntuali, la silhouette della scultura, richiama con evidenza l’eleganza formale e il movimento di alcune celebri bronzi fiorentini del tardo ‘500, come ad esempio la Galatea di Stoldo Lorenzi, dove la raffinatezza della linea e la sinuosità della figura in movimento trovano una puntuale corrispondenza con l’opera di Maraini.

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a sinistra: Bagnante, di Antonio Maraini; a destra: Galatea, di Stoldo Lorenzi (epoca)

Per contro la testa della Bagnante, caratterizzata da un’acconciatura ed una cuffia tipiche dell’estetica a cavallo fra Art Nouveau e Art Decò, testimonia il gusto internazionale dell’artista, oltre a richiamare – e in modo alquanto sorprendente – i tratti somatici di Yoï Crosse, modella e moglie di Maraini, a cui quasi certamente l’artista si è ispirato nel disegno di questa scultura.

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Confronto tra la Bagnante (a sinistra) e una foto della moglie di Antonio Maraini Yoï Crosse (a destra).

Con questa sua Bagnante, Maraini rielabora dunque la classicità come un linguaggio vivo, capace di attraversare i secoli e dialogare con la sensibilità moderna. Coniugando l’idealizzazione del corpo, ereditata dalla tradizione classica con la concretezza espressiva del ritratto moderno, questa scultura si può dire che sia una sintesi perfetta di rigore formale, armonia delle proporzioni e individualità del soggetto, e rappresenta così una delle interpretazioni più interessanti del rapporto tra tradizione e modernità nella scultura Italiana del Novecento.

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Antonio Maraini (Roma, 1886 – Firenze 1963)

BAGNANTE

Bronzo

1928

H. cm 74

Marcata: “Fonderia Marinelli Firenze”

Esposta alla Biennale di Venezia nel 1928

Riferimenti: La Biennale, Catalogo Ufficiale illustrato, Venezia, 1928, p.42, tav. 13.

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