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Engraved Brass Parade Plate, Venice, circa 1550

Engraved Brass Parade Plate, Venice, circa 1550


Venetian workshop
PARADE PLATE
Engraved brass
Venice, circa 1550
Diameter cm 47

The coat-of-arms in the middle of the plate corresponds to that of Francesco Donà, Doge of Venice from 24 November 1545 to 23 May 1553.

SOLD, OR NO LONGER AVAILABLE

The parade plate shown here is an important example of the brass engraving technique typical in Venice from the 15th to 17th centuries. Thanks to trading with Arab peoples, the Most Serene Republic began importing brass-working skills as of the 1400s. This sparked production of objects initially featuring a markedly oriental style, which was then gradually replaced by decorative motifs of western origin or characteristic to the Italian Renaissance.
The plate presents rich decoration covering its entire front surface as well as – and this is rather rare – the whole of its rear. Standing out in the centre of the face is the coat of arms of Francesco Donà, the seventy-ninth Doge of Venice (in office from 24 November 1545 to 23 May 1553), who very likely commissioned the item.
Irradiating out from the coat of arms is decoration made up of concentric circular bands alternating western and oriental styles: battle scenes from classical mythology, putti intertwined with imaginary creatures, and Arabian-style swags revealing cupids at play and human faces, interspersed with decorative Arabian vegetation borders. The decoration also flows out over the edge, where we find another typical Arabian leafy motif, from which emerge the faces of boys and old men, pairs of putti holding open scrolls within hunting and battle scenes, and putti playing instruments.
More noticeably than on the front, the engraving on the back shows a marked Arabian influence. This starts with a central flower, and spreads into a large stellar pattern made up of rich foliage encircled by festoons. Instead, the border features ribbon-like decoration containing several winged beasts and again a musician putto.
Similar examples are to be found at various public museums, and particularly at Museo Correr in Venice and the Victoria & Albert Museum in London, which holds one of the most prominent collections of Venetian engraved plates.

References: Eric Turner, An Introduction to Brass, Victoria & Albert Museum, 1982, pag. 20.
Marco Spallanzani, Tre bacini domaschini con stemmi veneziani, in Renaissance Studies in honor of Joseph Connors, edited by Machtelt Israëls and Louis A. Waldman, Florence 2013, pp. 384-389.

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Bottega veneziana
PIATTO DA PARATA
Ottone inciso
Venezia, 1550 circa
Diametro cm 47

Lo stemma al centro del piatto corrisponde a quello di Francesco Donà, Doge di Venezia in carica dal 24 Novembre 1545 al 23 Maggio 1553.

OPERA NON PIÙ DISPONIBILE

Il piatto da parata qui presentato è un esempio significativo di quella lavorazione dell’ottone inciso che caratterizzò Venezia dal XV al XVII secolo. Grazie agli scambi commerciali con le popolazioni arabe, a partire dal Quattrocento la Serenissima importa la tecnica della lavorazione dell’ottone dando il via a una produzione di oggetti, dapprima con stilemi marcatamente orientali sostituiti poi progressivamente da motivi decorativi occidentali e caratteristici del Rinascimento italiano.
Il piatto presenta una ricca decorazione che ne ricopre l’intera superficie frontale oltre chè, cosa piuttosto eccezionale, anche tutto il dorso. Sul davanti spicca al centro del piatto lo stemma di Francesco Donà, settantanovesimo Doge di Venezia (in carica dal 24 Novembre 1545 al 23 Maggio 1553), che molto probabilmente fu il committente dell’oggetto.
A partire dallo stemma si sviluppa una decorazione a fasce circolari concentriche che alterna stilemi occidentali e orientali: scene di battaglie tratte dalla mitologia classica, putti con animali fantastici, festoni di gusto arabeggiante dai quali spuntano amorini che giocano e volti umani, intervallati da cornici decorative vegetali di gusto arabo. La decorazione continua anche sul bordo dove ritroviamo ancora una volta il tipico disegno vegetale arabeggiante dal quale emergono volti di fanciulli e di anziani, coppie di putti che reggono dei cartigli con all’interno scene di caccia, di battaglia e putti musicanti.
Ancor più marcatamente che sul fronte, sul retro la decorazione risente dell’influsso arabo: a partire da un fiore centrale si sviluppa un grande motivo stellare costituito da infinite foglie circondate da un festone e sul bordo compare una decorazione a nastro, all’interno del quale compaiono alcuni volatili e nuovamente un putto musicante.
Esempi simili si trovano in diverse raccolte museali pubbliche, fra cui in particolare il Museo Correr di Venezia ed il Victoria&Albert Museum di Londra, che vanta una delle più importanti collezioni di piatti veneziani incisi.

Riferimenti: Eric Turner, An Introduction to Brass, Victoria & Albert Museum, 1982, pag. 20.
Marco Spallanzani, Tre bacini domaschini con stemmi veneziani, in Renaissance Studies in honor of Joseph Connors, a cura di Machtelt Israëls e Louis A. Waldman, Firenze 2013, pp. 384-389.

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