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Multiple Convex Mirror, France, circa 1840

Multiple Convex Mirror, France, circa 1840

MULTIPLE CONVEX MIRROR
Silvered and ground glass; ebonized wood
France
Circa 1840
Diameter : cm 33,5

Convex mirrors are well known in the art world as they have been represented since the 15th century in many different and famous paintings like the celebrated Jan van Eyck’s Arnolfini Portrait (London, National Gallery) and Parmigianino’s Self Portrait in a Convex Mirror (Vienna, Kunsthistorisches Museum).
Also known under the French locution œil de sorcière (sorcerer’s eye) – for its shape similar to a portion of a magic ball and because it was believed to bring good luck to home – convex mirror had also a specific practical function, since it was an effective instrument of control especially in private houses and even more in banks and goldsmith shops as we can deduce looking at Renaissance paintings such as A Goldsmith in his Shop by Petrus Christus (New York, Metropolitan Museum) or the Moneylender and his Wife by Quentin Metsys (Parigi, Louvre).


For its fascinating power to broad perspectives and generate new ones convex mirror stimulated scientists and artists in exciting optical researches leading to the creation of complex mirrors able to multiply the reflected image and getting new perspective effects. Consequently those objects became rarities sought by rich collectors for their cabinets of curiosities. One of the first and most extraordinary multiple convex mirror is the large and wonderful one – datable to the late 16th century – made for and still present in the Ambras’ Castle Wunderkammer (Innsbruck) where the optical illusion is created by many convex mirrors arranged as flower’s petals around a center.
In a similar way in the sorcerer’s eye presented here, six small round mirrors are arranged in circle around a seventh central one in the shape of a sun with ground glass sun rays. This play of seven deforming reflections develops on a flat mirror enriched by a ground glass floral garland, which frames the composition.

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SPECCHIO MULTIPLO CONVESSO
Vetro argentato e molato; legno ebanizzato
Francia
1840 circa
Cm Ø 33,5

Gli specchi convessi sono oggetti ben noti nel mondo dell’arte essendo sono stati rappresentati fin dal Quattrocento in diversi e importanti dipinti fra cui il celeberrimo Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck (Londra, National Gallery) e l’Autoritratto entro un specchio convesso del Parmigianino (Vienna, Kunsthistorisches Museum).
Conosciuto anche tramite la locuzione francese œil de sorcière (occhio della strega) – per la sua forma convessa simile a una porzione di sfera magica e perché si credeva portasse fortuna in casa – lo specchio convesso aveva una specifica funzione pratica, in quanto efficace strumento di controllo nelle case private e soprattutto in banche e oreficerie, come possiamo desumere dall’osservazione di dipinti rinascimentali come Un orefice nella sua bottega di Petrus Christus (New York, Metropolitan museum) o Il cambiavalute e sua moglie di Quentin Metsys ( Parigi, Louvre).


Per il suo affascinante potere di ampliare le prospettive e generarne di nuove lo specchio convesso stimolò scienziati ed artisti in appassionate ricerche ottiche che portarono alla creazione di specchi multipli in grado di moltiplicare l’immagine riflessa ed ottenere nuovi effetti prospettici. Di consequenza questi oggetti divennero rarità ricercate dai ricchi collezionisti per i loro cabinets de curiosités .
Uno dei primi e più straordinari di questi specchi speciali è il grande e meraviglioso esemplare – databile al tardo secolo XVI – realizzato per e ancora oggi presente nella Wunderkammer del Castello di Ambras (Innsbruck) in cui l’illusione ottica viene generata da più specchi convessi disposti come i petali di un fiore intorno a un centro.
In modo simile nell’œil de sorcière qui presentato, sei piccoli specchi rotondi appaiono disposti a cerchio intorno ad un settimo centrale a guisa di “sole” con raggi solari molati. Questo gioco di sette riflessi deformanti si sviluppa all’interno di uno specchio piano, arricchito da una ghirlanda floreale molata, che inquadra la composizione.

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