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Mastro Domenico da Venezia, Albarello, Venice 1560-80

Mastro Domenico da Venezia, Albarello, Venice 1560-80


Domenico da Venezia, workshop of
ALBARELLO
Tin-glazed earthenware
Venice
1560-80
H. cm 32.5

Domenico da Venezia was one of the most prominent exponents in Venetian maiolica production during the latter 16th century, and his work is well documented through tankards, albarelli and pharmacy vases richly decorated with fruit, flowers, foliage, scrolling and medallions with male and female portraits and busts.
His style found full flourish in Venetian Mannerism, where it was expressed with great freedom and individuality through innovative creations; these also stood out for their unmistakable sheen in glazes and an artful use of colour, pairing customary deep blue backgrounds with intense ochres, mellow yellows and bright greens.
albarello doppio
These features, together with other aspects typical to Domenico da Venezia’s repertoire, are also manifest in this excellent pharmacy jar, which preserves still intact today its bright colouring. The entire vase surface is painted with a pattern of flowers and foliage on a intense blue background: from this sprout flat daisy-like blooms – with five or six white petals curled around a central yellow and azure button – emblematic of Domenico da Venezia’s work.
The floral adornment is broken only by two broad scroll-framed medallions depicting two effigies. The first is a three-quarter portrait of a haloed saint with a book in his left hand and his gaze turned towards the goblet in his right. The other, on the opposite side, is an oval with a woman’s profile – probably a real portrait, as was common practice at Maestro Domenico’s workshop – of an elegant lady, likely a member of Venetian aristocracy, wearing a flashy pearl earring. Going almost beyond the act of drawing, Domenico manages to endow his figures with a sensual and fluid physical presence, thanks to a skilful use of colour, introducing play between contrast and shadow. His maiolicas fully absorb the Venetian colour tradition, as do Andrea Schiavone’s paintings: the two share the traits of bold colours and exuberant imagination.
Creations by Maestro Domenico’s workshop are housed in the most renowned public and private collections throughout Europe, and particularly significant concentrations of works may be viewed at the Museo Correr in Venice and at the Museo Nazionale del Bargello in Florence.

References: Maioliche Veneziane, Museo Nazionale del Bargello, Florence 1987, pp. 30-37.

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Domenico da Venezia,bottega di
ALBARELLO
Maiolica
Venezia
1560 – 80
H. cm. 32,5

Domenico da Venezia fu uno dei massimi esponenti della produzione veneziana di maioliche della seconda metà del Cinquecento, ben documentata attraverso boccali, albarelli, vasi da farmacia riccamente decorati con fiori, frutti, fogliami, cartigli e medaglioni con volti e busti maschili e femminili.
Il suo stile trovò pieno compimento nel manierismo veneziano, all’interno del quale si espresse con grande libertà ed individualità attraverso creazioni innovative e riconoscibili per l’inconfondibile lucentezza degli smalti e il sapiente uso della policromia, abbinando ai tipici fondi blu gli ocra intensi, i gialli sfumati e i verdi luminosi.
Tali caratteristiche, insieme ad altri elementi che contraddistinguono la produzione di Domenico da Venezia, sono ben visibili anche in questo splendido albarello che, ad oggi, mantiene intatta tutta la sua brillante policromia. L’intera superficie del vaso è dipinta con una decorazione a fiori e fogliami su un fondo blu intenso, dal quale spiccano fiori piatti simili a margherite – con cinque o sei petali bianchi che si snodano intorno a un bottone centrale giallo e azzurro – tipici delle creazioni di Domenico da Venezia.
albarello doppio
La decorazione floreale è interrotta solo da due ampi medaglioni incorniciati da volute contenenti due effigi: su un lato troviamo la figura di un santo a trequarti con aureola, un libro nella mano sinistra e lo sguardo rivolto verso il calice nella sua mano destra mentre sul lato opposto l’ovale contiene un profilo femminile, probabilmente un vero e proprio ritratto, come era tipico della bottega di Mastro Domenico, di un’elegante dama della nobiltà veneziana con un vistoso orecchino di perla. Superando quasi il disegno, Domenico riesce a conferire alle sue figure una corposità fluida e sensuale grazie al sapiente uso del colore, utilizzando un gioco di contrasti e ombreggiature. Nelle sue maioliche è racchiusa tutta la tradizione del colore veneziano, come nelle opere di Andrea Schiavone, al quale è affine per il vivace cromatismo e l’esuberante immaginazione.
Creazioni della bottega di Mastro Domenico sono conservate nei maggiori collezioni pubbliche e private di tutta Europa e nuclei significativi sono visibili al Museo Correr di Venezia e al Museo Nazionale del Bargello di Firenze.

Riferimenti: Maioliche Veneziane, Museo Nazionale del Bargello, Firenze 1987, pp. 30-37.

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