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‘Ragazzo Fiorentino’ di Italo Griselli

‘Ragazzo Fiorentino’ di Italo Griselli

Italo Griselli appartiene al quell’importante gruppo di scultori toscani che hanno animato la scena artistica italiana nella prima metà del ‘900, in una comune ricerca figurativa volta a mediare in chiave moderna la tradizione classica con il realismo emerso nel corso dell’800.
I suoi primi lavori, risalenti ai primi anni del ‘900, sono busti e ritratti di artisti e letterati caratterizzati da un’attenta traduzione fisionomica e psicologica secondo uno stile accademico tra Art nouveau e Simbolismo: opere che valgono all’artista diversi premi, oltre a numerose acquisizioni da parte di enti pubblici e privati, tra le quali ad esempio quella del governatorato di Roma per la statua in bronzo Romolo (Roma, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea). A partire dal 1911 compie frequenti viaggi all’estero, e in particolare in Russia, dove vive per un lungo periodo, a seguito del concorso mondiale per il monumento allo Zar Alessandro II, e tiene anche – tra il 1918 e il 1921 – la cattedra di scultura nella Scuola d’Arte di Pietroburgo. Tornato in Italia nel 1928 insegna dapprima scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e dal 1937 diventa titolare di una cattedra alla Regia Accademia Albertina di Torino.
La sua prima commissione importante è il Monumento ai caduti di Montescudaio (1924), per il quale fonde in bronzo un Perseo grande al vero che, nel riferimento a celebri modelli della tradizione italiana, denuncia un nuovo orientamento di ricerca vicino alla contemporanea scultura di Libero Andreotti. Al periodo compreso tra la metà degli anni Venti e i primi anni Trenta risale anche la collaborazione con l’architetto milanese Giò Ponti e la Società Richard-Ginori, attività testimoniata dal Trionfo da tavola in porcellana (Doccia, Museo Ginori) ideato dallo stesso Giò Ponti e Tommaso Buzzi per le ambasciate d’Italia all’estero. Il quarto decennio del ‘900 segna l’apice della carriera artistica di Griselli e coincide con la sua piena maturità espressiva, contrassegnata da lavori significativi quali Ora Meridiana, in terracotta (1932, Pisa, Museo Nazionale e Civico di San Matteo), opera assai vicina alla scultura di Arturo Martini per la semplificazione plastica d’ispirazione etrusca e positivamente riconosciuta anche dalla critica straniera.

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Certamente riconducibile a questo periodo, il Ragazzo Fiorentino qui presentato è un’opera rappresentativa dell’artista, di cui peraltro esistono due bozzetti preparatori in gesso (Pisa, Soprintendenza). Con il suo abbigliamento succinto – un paio di calzoni corti e consumati tenuti in vita da una corda, i capelli arruffati e la posa animata da una torsione della figura pronta a lanciare il sasso stretto nella mano destra – questo giovinetto appartiene indubbiamente a quella galleria di soggetti popolari tipici della tradizione italiana che pittori, disegnatori e scultori hanno lungamente osservato e descritto. La superficie scabra ed irregolare del bronzo ricoperto di una patina di voluto sapore ‘archeologico’, secondo una moda prediletta da molti scultori italiani del ‘900, contribuisce inoltre a sottolineare l’intensa e vibrante espressività di questa figura seminuda, in cui Griselli dimostra tutta la sua consumata abilità nella definizione dei dettagli fisionomici ed anatomici, andando a ricercare non tanto la purezza della forma quanto l’umanità e la semplicità della figura umana.

Italo Griselli (Montescudaio 1880- Firenze 1958)
RAGAZZO FIORENTINO
Bronzo
1935 circa
H. cm 69
Firmata Griselli e marcata “CERA PERSA – G. VIGNALI & C. FIRENZE”

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