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Uno splendido cofanetto francese intarsiato

Uno splendido cofanetto francese intarsiato

Questo splendido cofanetto ligneo rettangolare – poggiante su quattro piedini a sfera schiacciata, cornice inferiore modanata e coperchio sporgente con un bordo pure modanato – è caratterizzato da una sfarzosa decorazione sul coperchio e sui quattro lati, interamente ornati con raffinati intarsi in madreperla, incisa e parzialmente policromata, e sottilissimi fili d’ottone.
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Notevole è anche il suo stato di conservazione, data la sostanziale integrità dell’apparato decorativo come pure di tutti gli accessori originali in ferro, di cui alcuni parzialmente dorati: la maniglia sul coperchio, la bocchetta sul fronte, i piedini a sfera schiacciata, la serratura, la chiave e le cerniere.
Tutta la superficie esterna e visibile del contenitore è attraversata da finissimi girali con minuscole foglie in filo d’ottone, che si intrecciano con i decori in madreperla costituiti da medaglioni tondi e ovali, piccoli boccioli, bacche, fiori, uccelli e altri animali.

Sul fronte – sotto un’elegante bocchetta in ferro dorato – campeggia al centro una sirena con una cornucopia, simbolo di abbondanza, fiancheggiata da due creature fantastiche entro medaglioni ovali; sui lati brevi compaiono centralmente medaglioni tondi con un fiore; sul retro ritroviamo i medesimi medaglioni ovali, con le creature fantastiche che decorano il fronte ed un motivo gigliato nel mezzo; infine sul coperchio – sotto una piccola maniglia in ferro a doppio balaustro, con due rosette sbalzate – appare una figura femminile intenta a cogliere frutti e annusare fiori in un paesaggio agreste – un’allegoria della Primavera che allude alla fertilità – mentre ai lati appaiono due piccoli tondi ornati da panoplie con armi, armature e strumenti musicali.
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Lo scrigno qui presentato appartiene con molta probabilità alla ben nota categoria dei cofanetti nuziali prodotti in varie regioni d’Europa dal Medioevo in avanti, come ben dimostrano anche i motivi decorativi, che alludono alla fertilità e all’abbondanza, e le figure femminili alternate a trionfi marziali, tipicamente riferibili ai due membri di una coppia.

Per un altro cofanetto nuziale della nostra collezione, clicca qui.

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Per il suo rigore geometrico di gusto rinascimentale, ammorbidito dalla naiveté delle sottili, rigogliose e vivaci ornamentazioni, la realizzazione di questo cofanetto dev’essere certamente ricercata in ambito francese ed è senza dubbio opera di un eccellente artefice, capace di fondere motivi zoomorfi e riferimenti allegorici con gli arabeschi, diffusi in Francia attraverso gli artisti italiani giunti alla corte di Francesco I (1494-1547).

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A sinistra: Legatura francese (dalla biblioteca di Thomas Mahieu) del volume di F. Nausea, Libri mirabilium septem, 1532. Princeton University Library (dettaglio).

L’arabesco, derivato da prototipi islamici, fu infatti particolarmente amato e utilizzato nei diversi ambiti artistici del cosiddetto ‘stile di Fontainebleau’ ed è interessante ad esempio notare come il motivo del nastro intrecciato a doppia asola, che circonda i medaglioni ovali nel nostro cofanetto, ricorra frequentemente nelle legature francesi della seconda metà del Cinquecento così come in alcuni disegni del grande ornemaniste e architetto parigino Androuet du Cerceau (Paris, 1510 – Annecy, 1585).

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A sinistra: Armadio, Val De Loire, circa 1560. Parigi, collezione privata. | A destra: A. du Cerceau, Disegno per un armadio, c. 1560. Ecouen, Musée National de la Renaissance.

L’origine francese del nostro splendido cofanetto è peraltro sostenibile sulla base di una precisa analogia materica e decorativa con una specifica nonché rara tipologia di mobili prodotti a cavallo fra Cinquecento e Seicento: il biondo del noce, il repertorio iconografico e il lusso dei materiali sono infatti gli stessi di certi armadi intarsiati durante i regni di Enrico IV (1594 –1610) e di Luigi XIII (1610 –1643) nella Valle della Loira. Qui, prima Tours e poi Orléans e Blois diventano celebri – lungo circa un secolo – per una raffinata ebanisteria, destinata esclusivamente ai clienti più prestigiosi.
Fra i rari mobili intarsiati di questo tipo possiamo citare due armadi: uno appartenuto alla celebre stilista Coco Chanel ed un altro documentato mezzo secolo fa in un’importante collezione parigina.

L’attribuzione sia regionale che cronologica del nostro pezzo è ulteriormente confermata anche dai suoi ricchi accessori in ferro, di gusto spiccatamente tardorinascimentale francese.

Va per contro ricordato che la tecnica decorativa dell’intarsio di un legno chiaro con la madreperla (o l’avorio), e l’ottone non era esclusivamente francese ma compare in quel periodo anche in altre parti del continente, come ad esempio a Venezia e soprattutto in Germania; in più generale, era molto frequente nella decorazione delle armi.
A questo proposito, in una fiasca da polvere francese del tardo Cinquecento custodita al Philadelphia Museum of Art, troviamo lo stesso stile grafico nelle incisioni e persino un animale fantastico identico ad uno presente sul nostro cofanetto.

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A sinistra: Fiasca da Polvere, Francia, c. 1600. Philadelphia Museum of Art (particolare).

In conclusione, a parte alcuni importanti scrigni simili ma non identici sul piano stilistico -come ad esempio quello firmato dall’armaiolo alsaziano Jean Conrad Tornier, conservato alla Wallace Collection di Londra-, possiamo affermare che, allo stato attuale delle nostre conoscenze, il cofanetto qui illustrato non ha davvero uguali e si configura dunque come una pregevole ed inedita testimonianza dell’alta ebanisteria francese tardorinascimentale.

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COFANETTO
Legno intarsiato in ottone e madreperla incisa
Francia, Valle della Loira
Fine XVI secolo
Cm 32 x 20 x 18h
Riferimenti: T. Lenk, Flintlåset, dess uppkomst och utveckling, 1939, pl. 106 ; J. Boccador, Le Mobilier français du Moyen Age à la Renaissance, Ed. Monelle Hayot, 1988, p. 264; P. Kjellberg, Le mobilier français du Moyen Âge à Louis XV, 1978; D. Alcouffe, Il mobile francese dal Rinascimento a Luigi XIV, Milano 1981.

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